La sicurezza nelle attività e nei cantieri di restauro

La pulizia dei dipinti alla National Gallery: Vignetta di John Leech su Punch Magazine (1847)

Il settore in questione appartiene ad una categoria lavorativa di difficile classificazione, in termini di sicurezza sul lavoro.
Dal punto di vista del rischio, secondo l’indice ATECO, i laboratori di restauro sono attività a BASSO rischio.
Viceversa le attività di restauro che vengono svolte in un cantiere, per ragioni legate alla tipologia di lavorazioni e rischi interferenziali, rientrano nella classificazione ad ALTO rischio.
E’ quindi chiaro che ci troviamo a dover operare un differente approccio valutativo, con adempimenti posizionati su valori differenti nella scala delle priorità.
Le attività di restauro sono catalogabili secondo una molteplicità eterogenea di lavorazioni e di materiali (legno, carta, superfici murarie, tele, etc.) dalle semplici opere d’arte fino al restauro di complessi architettonici.
I rischi relativi alla sicurezza sono diversi e difficili da racchiudere per gruppo o tipologia.
I restauratori in laboratorio o cantiere possono essere esposti ad una serie diversa di rischi che può variare da lavoratore a lavoratore anche nella stessa area di lavoro.
Ciò a seconda del tipo di intervento che si svolge, delle attrezzature, dei prodotti chimici e della metodologia di lavoro.
Può capitare, inoltre, che un restauratore si porti dietro il proprio bagaglio di errori o cattivi comportamenti, acquisiti in precedenti esperienze professionali.
I rischi identificabili in questo settore sono simili a quelli che si riscontrano in altri comparti professionali come il settore chimico-industriale o edile.
Il restauratore è spesso chiamato a lavorare in condizioni non facili, con posture scorrette, condizioni micro-climatiche non ideali, senza escludere possibili presenze di rischio di natura psico-sociale, per la presenza di fattori organizzativi o legati a forti possibilità infortunistiche.
Nel profilo di rischio del comparto in esame, si possono evidenziare rischi di  vario tipo (elenco non esaustivo): Chimico-fisico; Biologico; Patologie osteoarticolari; Eventi infortunistici; Stress.

Le soluzioni che possono essere prospettate per l’eliminazione o la riduzione del rischio sono quasi sempre di natura metodologica (elenco non esaustivo):

  • Effettuare una corretta valutazione dei rischi della propria attività adottando le relative misure di prevenzione e protezione;
  • Effettuare una corretta informazione, formazione ed addestramento dei dipendenti, in particolare all’inizio di ogni cantiere o commessa e prevedendo nel corso dei lavori delle riunioni periodiche;
  • Selezionare prodotti chimici con minore grado di pericolosità o tossicità;
  • Effettuare periodicamente la manutenzione delle attrezzature utilizzate;
  • Effettuare almeno una volta l’anno, oppure almeno una volta durante la durata del cantiere, una prova di emergenza-evacuazione;
  • Indossare/utilizzare correttamente i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) per l’eliminazione del rischio residuo.

L’assuefazione a determinate procedure lavorative non deve mai permettere ai datori di lavoro di presumere anziché valutare. La sicurezza non è un fattore burocratico ma uno strumento di lavoro.

Per saperne di più:
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