La sicurezza nelle falegnamerie

falegnameIl comparto in esame comprende l’industria di lavorazione del legno, dalla lavorazione della materia prima (segherie) alla produzione di manufatti più o meno di pregio. Si tratta per lo più di una realtà artigianale, spesso indirizzata alla fabbricazione di manufatti, in cui vengono solitamente utilizzati legni di vario tipo in funzione delle richieste del cliente. Si presenta, per lo più composto da aziende medio-piccole, quasi sempre inferiori a 10 addetti complessivi e dove il titolare stesso partecipa in molti casi alle lavorazioni; la presenza di addetti del ruolo impiegatizio è scarso o pressoché nullo, in qualche caso reclutato in ambito familiare (coadiuvanti).

La specificità di ogni azienda, delle sue attrezzature, dei macchinari, delle sostanze impiegate e della organizzazione interna richiedono, ovviamente, approfondimenti informativi, formativi e comportamentali che dovranno essere presi in esame nella valutazione dei rischi e nella pianificazione delle attività formative.

I rischi lavorativi sono legati ad una serie di fattori che possono essere così classificati (elenco non esaustivo):

Rischi di natura infortunistica: Dovuti ad un notevole quantitativo di materiali combustibili (legnami, polveri, trucioli di legno) e di prodotti infiammabili (solventi, vernici). Tale rischio può diventare grave anche in riferimento alle condizioni degli impianti elettrici e al mantenimento di buone condizioni di pulizia e ordine degli ambienti nonché delle attrezzature, oltre che, ovviamente, alla presenza o meno di adeguati dispositivi e dotazioni antincendio. Sono inoltre compresi i rischi derivanti da tagli e compressioni dovuti all’uso di attrezzature come seghe di diverso tipo, troncatrici, etc.

Rischio incendio/esplosione: Oltre alla presenza del rischio incendio, dovuto naturalmente al tipo di materiale di lavorazione, come già detto, può essere presente un importante rischio esplosione dovuto agli impianti di aspirazione e stoccaggio delle polveri di legno che operano ad una determinata velocità e se carenti di manutenzione possono innescare una reazione esplosiva con deflagrazioni tali da poter danneggiare anche le strutture portanti dei locali.

Rischi per la salute: Dovuti proprio all’utilizzo del materiale impiegato (legno) che attraverso i residui di lavorazione (polveri di legno) può determinare una esposizione a rischio cancerogeno (attraverso la respirazione)  ed inoltre all’impiego di vernici e solventi la cui esposizione può determinare significativo rischio chimico.

Rischi fisici: Rumore e vibrazioni prodotti dalle attrezzature di lavorazione.

Rischi organizzativi: Legati ad un’organizzazione del lavoro che spesso non consente, soprattutto per carenza di spazi, la separazione delle varie fasi di lavorazione, con ricadute sia di tipo infortunistico che di nocività ambientale.

A ciò naturalmente non vanno esclusi tutti i riferimenti e gli adempimenti di tipo sanitario/urbanistico legati alle caratteristiche ed idoneità dei locali all’interno dei quali viene svolta l’attività, fino alle eventuali autorizzazioni legate alle attività sottoposte al controllo dei Vigili del Fuoco (CPI).

(Fonte Inail)

Per saperne di più:

INAIL Esposizione polveri di legno

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