La valutazione del rischio sismico

L’Italia è un paese caratterizzato da un importante rischio sismico, potremmo dire elevato, sebbene ci sono paesi nel mondo dove il termine elevato può assumere una connotazione qualitativa e quantitativa diversa.

I fenomeni che hanno interessato il nostro territorio sono ben noti, come sono ben note le conseguenze economiche e sociali, pertanto non staremo a sottolinearne l’importanza.

Ciò che ci interessa mettere in evidenza è l’elevata vulnerabilità delle costruzioni a uso produttivo, costruite prima della classificazione sismica, dato  che il nostro territorio è costituito in grande prevalenza da costruzioni situate in zone storico-artistiche.

Diventa quindi prioritario valutare la sicurezza di tali edifici ed individuare quegli interventi di prevenzione e protezione finalizzati a garantirne la funzionalità, sia in termini produttivi che di tutela.

Dal punto di vista degli obblighi possiamo citare quelli che sono i riferimenti normativi dettati dal Testo Unico per la Salute e Sicurezza nei luoghi di Lavoro Decreto legislativo 81/2008:

  • Art. 17, c. 1: “Il datore di lavoro deve effettuare la valutazione di tutti i rischi;
  • Art. 29, c. 3: “La valutazione dei rischi deve essere immediatamente rielaborata … a seguito di infortuni significativi. A seguito di tale rielaborazione … il documento di valutazione dei rischi deve essere rielaborato … nel termine di 30 giorni dalle rispettive causali”;
  • Art. 63, comma 1 “I luoghi di lavoro devono essere conformi ai requisiti indicati nell’Allegato IV” Allegato IV, punto 1.1.1 “Gli edifici che ospitano i luoghi di lavoro o qualunque altra opera e struttura presente nel luogo di lavoro devono essere stabili e possedere una solidità che corrisponda al loro tipo d’impiego ed alle caratteristiche ambientali”;
  • Art. 64 comma 1, lettera c) “Il datore di lavoro provvede affinché i luoghi di lavoro … vengano sottoposti a regolare manutenzione tecnica e vengano eliminati, quanto più rapidamente possibile, i difetti rilevati che possano pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori”.

Valutazioni da effettuare:

  • Valutare la vulnerabili della struttura e degli elementi che la costituiscono e procedere alla programmazione ed esecuzione degli interventi idonei alla risoluzione delle criticità riscontrate (Integrazione del DVR Documento di Valutazione Rischi);
  • Elaborare specifiche procedure di intervento in caso di emergenza sismica (Integrazione dei Piani di Emergenza).

Elementi di valutazione:

  • Pericolosità sismica (sismicità): “probabilità che si verifichino terremoti di una data entità, in una data zona ed in un prefissato intervallo di tempo”;
  • Vulnerabilità sismica: “predisposizione di una costruzione a subire danni per effetto di un sisma di prefissata entità”;
  • Esposizione: “complesso di beni e attività che possono subire perdite per effetto del sisma”;
  • Rischio sismico: “misura dei danni attesi in un dato intervallo di tempo, in base al tipo di sismicità, di resistenza delle costruzioni e di antropizzazione (natura, qualità e quantità dei beni esposti). È determinato dalla combinazione della pericolosità (P), della vulnerabilità (V) e dell’esposizione (E)”.

Metodi di valutazione:

  • Schede di valutazione: Sono schede redatte dal Gruppo Nazionale per la Difesa dei Terremoti (GNDT) che si basano sulla possibilità  di attribuire ad un edificio un indice di vulnerabilità determinato sulla base di parametri che rappresentano l’idoneità dell’edificio a sopportare il sisma;
  • Metodi analitici: Modelli ed algoritmi numerici che rappresentano il comportamento sismico delle costruzioni e sono finalizzati a stabilire se l’edificio è in grado o meno di resistere alla combinazione sismica di progetto”.

Obiettivi:

  • Raggiungere un grado di sicurezza media nazionale degli edifici;
  • Diminuire la percentuale di perdite in termini di vite umane;
  • Diminuire i costi relativi alla ricostruzione e/o alla manutenzione degli edifici;
  • Raggiungere un livello di affidabilità e sicurezza dei territori nei quali sono stati posti in essere comportamenti virtuosi da parte sia dei privati che delle amministrazioni pubbliche, anche nell’ottica di incrementare fruizione turistica ed investimenti;
  • Aumentare il valore immobiliare degli edifici e del territorio al quale appartengono.

Metodologia di valutazione:

  1. Valutazione dei dati e documenti di progetto;
  2. Rilievo complessivo dell’opera, del quadro fessurativo, del degrado;
  3. Valutazione quantitativa e/o qualitativa dei dati;
  4. Esito della valutazione.
Per saperne di più:
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